La sindrome dell’impostore: cos’è e come superare l’autosabotaggio

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Non è merito mio”, “Avrò solo avuto fortuna”, “Se lo posso fare io, allora lo può fare chiunque”, “Prima o poi se ne accorgeranno”… se ti ritrovi in queste frasi e questi pensieri, allora forse sei nell’articolo giusto.

Parliamo di sindrome dell’impostore: di quella piccola, sottile, ma costante eco nella tua testa che ti cerca da sempre di convincere che non vali abbastanza.

Ma abbastanza… rispetto a chi? A cosa? Perché hai sempre questo costante bisogno di metterti all’angolo e minimizzare ciò che sei e che fai? Ne parliamo in questo articolo.

Cos’è la sindrome dell’impostore

Ti è mai capitato in generale di ricevere un complimento o un riconoscimento per qualcosa che hai fatto… e invece di provare orgoglio, hai sentito un senso di disagio, o imbarazzo?

Quella sensazione di non meritarselo, di essere lì per fortuna o per caso, è uno dei tratti più riconoscibili della sindrome impostore.

È una cattiva abitudine molto più diffusa di quanto sembri. Studi psicologici la collegano a ansia, stress lavoro-correlato, timore del giudizio, ma anche a storie personali in cui si è abituati a crescere con l’idea di dover sempre fare di più per meritare amore e attenzione.

Si tratta di un’esperienza psicologica in cui:

  • provi un senso di inadeguatezza nonostante i risultati ottenuti;
    attribuisci i successi a fattori esterni (come: “È stato solo un colpo di fortuna”);
  • vivi con il timore costante che qualcuno possa “smascherarti”;
  • hai paura di sbagliare, di ricevere critiche;
  • metti in atto forme di autosabotaggio e autosvalutazione, spesso senza accorgertene.

Non solo al lavoro, ma anche nelle relazioni… quali sono i sintomi?

La sindrome impostore non nasce dal nulla: affonda le sue radici in esperienze, contesti e dinamiche che nel tempo ti hanno insegnato a stare al mondo e a gestire la relazione con l’altro.

Se ne sente sempre parlare molto a lavoro o a scuola, ma la sindrome dell’impostore può comparire nelle relazioni, nell’amicizia, nello studio… anche nello sport: in breve, ogni volta che temi di non essere all’altezza del ruolo che ricopri.

Ecco di seguito alcuni tra i sintomi più evidenti.

  • senti una costante sensazione di inadeguatezza, anche quando gli altri ti apprezzano;
  • hai paura del fallimento… e allo stesso tempo del successo;
  • ignori o minimizzi ogni risultato ottenuto;
  • pensi di dover lavorare il doppio per dimostrare il tuo valore;
  • provi ansia nelle situazioni in cui devi mostrarti competente;
  • fai fatica ad accettare complimenti;
  • vivi nel terrore che qualcuno possa “scoprirti”;
  • ti autosaboti rimandando, procrastinando o evitando nuove opportunità.

“E se ce l’avessi anch’io?”: parliamo di possibili cause

Cerca ora di riflettere più nel profondo su chi sei, come pensi e come ti comporti di conseguenza… senza però ricadere nell’errore dell’autodiagnosi. Nulla potrà mai sostituire il confronto con un professionista!

Ragazza preoccupata con il telefono in mano, seduta in divano con altre due ragazze che chiacchierano tra loro.

Le cause sono molte, e spesso personali. Ecco quelle più comuni nelle quali potresti rivederti.

  • L’educazione che ti è stata trasmessa è da sempre molto rigida, severa e improntata ai risultati… dalla pagella di scuola con bei voti, allo sport ricco di sudore e sacrifici;
  • L’ambiente lavorativo dove ti trovi è molto stressante,competitivo e focalizzato su performance e obiettivi da raggiungere;
  • Eventi di vita che hanno in qualche modo minato la tua fiducia e autostima, sfociando invece in un senso di insicurezza… mascherato da un perfezionismo eccessivo.

Ora fai un respiro profondo, rileggi le cause e ripeti dentro di te: “Non c’è nulla di sbagliato in me”. Sono tutti meccanismi comuni, che si possono comprendere e trasformare nel tempo!

I 5 tipi di sindrome dell’impostore

Gli studi parlano di diverse forme di sindrome impostore, ognuna guidata da un diverso obiettivo. Riconoscerle può aiutarti a capire meglio i tuoi pensieri. Eccole di seguito.

  1. Il perfezionista
    Non si accontenta mai: ogni risultato potrebbe essere migliore.
    Obiettivo irrealistico: la perfezione.

  2. L’esperto
    Crede di non sapere mai abbastanza.
    Obiettivo irrealistico: conoscere tutto.

  3. Il supereroe
    Pensa di dover lavorare di più e impegnarsi più degli altri per compensare.
    Obiettivo irrealistico: produrre senza pause.

  4. Il genio naturale
    Crede che se deve impegnarsi, allora non ne vale la pena.
    Obiettivo irrealistico: essere sempre brillante.

  5. Il solista
    Vuole fare tutto senza nessun aiuto, non chiede aiuto perché significherebbe essere debole.
    Obiettivo irrealistico: essere indipendente in ogni cosa.

L’autosabotaggio alla lunga fa male

Quando senti di non meritare i tuoi successi, potresti mettere in atto comportamenti che ti impediscono di crescere davvero.

Ad esempio: rifiutare nuove opportunità, procrastinare per paura di sbagliare, sovraccaricarti di lavoro per dimostrare il tuo valore, isolarti dagli altri…

L’autosabotaggio logora la mente e il corpo, aumentando ansia e stress, e rendendo più difficile dormire bene o mantenere un buon equilibrio psicofisico.

Se ti capita spesso, potresti trovare utile esplorare strategie concrete per calmare l’ansia e alleggerire la pressione.

Uomo pensieroso che prende degli appunti seduto alla scrivania del suo ufficio

Consigli e buone pratiche per tornare ad apprezzarti per come sei

Riconoscere la sindrome impostore è il primo passo per guardarti allo specchio e ammettere le tue difficoltà. Il secondo passo è smettere di darle voce, partendo da piccoli e utili modi di fare.

Quali? Ecco alcune pratiche che possono aiutarti!

  • Accogli il dubbio, ma non credergli: non tutto ciò che la mente dice è vero.
  • Condividi come ti senti con qualcuno di cui ti fidi o con un professionista.
  • Fai un diario dei pensieri autosvalutanti: scriverli aiuta a metterli a distanza.
  • Celebra anche i piccoli successi, perché ogni traguardo è un passo avanti.
  • Smetti di paragonarti agli altri: ogni persona ha tempi e storie diverse.
  • Pratica la gentilezza verso di te… soprattutto nei giorni no!
  • Impara a chiedere aiuto: non è un segno di debolezza, ma di coraggio.

Riscoprire la fiducia in te è un percorso: richiede tempo, pazienza e cura. Se la sensazione di inadeguatezza per te si lega allo stress o al sonno irregolare, puoi trovare consigli utili qui:

👉 Video consigli per dormire con il Dott. Loris Bonamassa
👉 Calmare l’ansia con gli esercizi di respirazione
👉 Esercizi per l’ansia: come calmarsi a piccoli step

Lavora sui tuoi pensieri: la mente fa tutto… o quasi!

I pensieri sono potenti: possono sollevarti o trascinarti giù. Ti va di provare un esercizio semplice?

  1. Scrivi una frase autosvalutante che ti ripeti spesso.
  2. Poi, rileggila ad alta voce.
  3. Infine, prova a trasformarla in una frase gentile e realistica.

Un esempio?
Da: “Non sono abbastanza.
A: “Sto dando il massimo con gli strumenti che ho, e merito di riconoscerlo.

Sembra un piccolo gesto, ma può cambiare molto.
Ricorda: non devi meritare il tuo valore. Esisti, quindi vali.

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